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Cartabellotta (Gimbe): "Oggi italiani troppo spesso pagano per curarsi"

Decreto anti-liste d'attesa? "Ci sono cose buone ma è estremamente centralista e in ritardo con i tempi"

Nino Cartabellotta - (Foto Adnkronos)
Nino Cartabellotta - (Foto Adnkronos)
10 aprile 2025 | 13.22
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"Smettiamola di parlare di sanità pubblica e privata. C'è una sanità che viene erogata dal Servizio sanitario nazionale, dove il paziente non paga nulla o paga il ticket, e una sanità a pagamento dove si deve mettere mano al portafoglio e questa impatta sullo status economico delle famiglie. Oltre alla rinuncia alle cure di 4,5 milioni di italiani, di cui 2,5 milioni per ragione economiche, ci sono 14 milioni di persone che hanno ridotto le spese per la salute e altre 4 milioni non mantengono lo stesso tenore di spesa. C'è una quota di cittadini che non può spendere più per curarsi. Il cittadino paga sì o no? E' questa la domanda e oggi paga troppo spesso per accedere alle cure. Il decreto per combattere le liste d'attesa ha delle cose buone, ma anche criticità nella sua complessità. E' estremamente centralista, quando la sanità ormai da anni è stata 'abbandonata' alla Regioni. C'è quindi un po' di schizofrenia" nel provvedimento del Governo. Così il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel suo intervento oggi all'evento 'Salute e sanità, il doppio binario' al Palazzo dell'Informazione Adnkronos a Roma.

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