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Corea del Nord invia altri soldati nel Kursk. Zelensky venerdì da Trump per la firma dell'intesa sulle terre rare
Nessuna trattativa sui territori occupati dalla Russia in Ucraina. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "I territori che sono stati annessi alla Federazione russa, anche secondo la nostra Costituzione, sono una parte inseparabile del nostro Paese. Si tratta di una questione innegabile e non negoziabile", ha detto parlando della Crimea, annessa nel 2014, e delle regioni di Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Luhansk, annesse nel 2022.
La precisazione arriva dopo le parole del presidente americano Donald Trump, secondo il quale gli Usa lavoreranno "duramente per un buon accordo" affinché l'Ucraina torni a recuperare "più territori possibile".
Domani il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atteso alla Casa Bianca per la firma dell'intesa sulle terre rare. L'accordo darà agli Usa l'accesso alle risorse minerarie ucraine. Nel piano di Washington, l'accordo costituisce una sorta di risarcimento per le risorse messe a disposizione di Kiev dall'inizio della guerra con la Russia: 350 miliardi di dollari stanziati, a sentire Trump.
Oggi a Washington è arrivato il premier britannico Keir Starmer che ha ribadito come Vladimir Putin potrebbe tornare a invadere l'Ucraina se gli Stati Uniti non dovessero fornirle garanzie di sicurezza. "La garanzia di sicurezza deve essere sufficiente a dissuadere Putin dal ripresentarsi, perché la mia preoccupazione è che se c'è un cessate il fuoco senza una rete di protezione (americana) - ha detto Starmer parlando con il Guardian - gli si darà semplicemente l'opportunità di aspettare e di ripresentarsi, perché la sua ambizione nei confronti dell'Ucraina è abbastanza evidente a tutti".
Poi il capo del governo di Londra, che domenica ospiterà un vertice sulla difesa, ha tenuto a chiarire che la decisione di impegnare le truppe britanniche in una forza di pace "no viene presa alla leggera: è una decisione ponderata e stiamo ancora discutendo su come potrebbe essere”. "C'è un solo aggressore qui ed è la Russia, con una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite. La Russia può porre fine a questo conflitto domani, ritirandosi e fermando l'aggressione - ha rimarcato Starmer al Guardian prima dei colloqui con Trump - Tutti i dibattiti che seguono sui colloqui, sulle garanzie di sicurezza, devono essere letti in questo contesto. Loro sono l'aggressore. Hanno invaso e occupato un Paese sovrano in Europa e hanno l'intera responsabilità per il conflitto".
Trump "è stato molto chiaro sulla pace che vuole e ha ragione, tutti vogliamo la pace", ha proseguito il Premier britannico. "Il punto è come essere sicuri sia una pace duratura? - ha aggiunto - Non ci sono problemi tra noi su questo".
Downing Street ha sottolineato ieri sera come Starmer e Trump condividano l'impegno per una pace duratura in Ucraina, confermando che il Premier britannico ribadirà l'impegno "a garantire una pace giusta e duratura, ponendo fine alla guerra illegale della Russia" e "sarà chiaro nell'affermare che non possono esserci negoziati sull'Ucraina, senza l'Ucraina, e riconoscerà la necessità che l'Europa faccia la sua parte sulla difesa globale". Starmer ha annunciato martedì che il Regno Unito aumenterà la spesa per la difesa al 2,5% del pil da aprile 2027 per far fronte alle nuove sfide per la sicurezza in Europa. Ad accompagnarlo alla Casa Bianca ci sarà il ministro degli Esteri, David Lammy.
La Corea del Nord schiera altri soldati al fianco delle forze russe nella guerra contro l'Ucraina. Secondo quanto riferisce l'intelligence sudcoreana, Kim Jong Un ha inviato truppe aggiuntive da dispiegare in prima linea nella regione russa del Kursk.
"Dopo una pausa di circa un mese, le truppe nordcoreane sono state riportate in prima linea nella regione del Kursk a partire dalla prima settimana di febbraio", afferma il National Intelligence Service (Nis), precisando che "sembra ci sia stato un dispiegamento aggiuntivo di truppe, ma l'entità è ancora oggetto di esame".
A metà gennaio l'intelligence sudcoreana aveva reso noto di ritenere che circa 300 soldati nordcoreani fossero stati uccisi e altri 2.700 feriti nei combattimenti nell'area. Dallo scorso anno il leader nordcoreano Kim Jong-un ha messo a disposizione della Russia migliaia di soldati. E, ricorda la Yonhap, le ultime notizie arrivano dopo quelle secondo cui tra i mille e i tremila soldati nordcoreani sono stati fatti arrivare nel Kursk tra gennaio e febbraio.
La notizia è giunta mentre il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha auspicato un coinvolgimento dei Paesi europei nella deterrenza contro la Russia in Ucraina. "La garanzia di sicurezza è che ora gli Stati Uniti sono partner degli ucraini in qualcosa di importante", ma "quello di cui ha davvero bisogno l'Ucraina è un deterrente" e "non deve essere solo l'America, anche gli europei devono essere coinvolti", ha detto Rubio, in un'intervista a Fox News, in cui ha definito "un buon accordo per l'Ucraina" e "un accordo giusto per noi" quello con Kiev, dopo che ieri Donald Trump ha annunciato che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sarà venerdì negli Stati Uniti "e firmeremo l'accordo" sulle terre rare. "Gli Stati Uniti lavorano con loro per essere in grado, dopo il conflitto, di utilizzare le loro risorse naturali non solo per ripagare i contribuenti americani, ma per sviluppare l'economia ucraina", ha affermato Rubio.
"La guerra deve finire", ha ripetuto il Segretario di Stato Usa, aggiungendo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "ha fatto accordi per una vita" e "non si lascerà farà ingannare da una brutta intesa". "E' un conflitto molto sanguinoso, molto costoso ed è ora che finisca, il presidente Trump ha ragione", ha proseguito secondo la trascrizione diffusa dal Dipartimento di Stato Usa, affermando di non essere in grado di rispondere alla domanda su cosa faccia ritenere che i russi vogliano davvero la fine al conflitto.
"Abbiamo detto loro, volete la fine della guerra o volete continuare? Se volete la fine del conflitto, possiamo parlare di cosa sarebbe necessario per porvi fine dal loro punto di vista. Se volete continuare la guerra, ditecelo ora - ha affermato Rubio dopo i colloqui a Riad, in Arabia Saudita - E hanno accettato ci sia un seguito in cui invieremo squadre di diplomatici a incontrare i loro. Se ciò su cui insistono è irrealistico, allora sappiamo che non sono realisti. Ma dobbiamo testare". Trump, ha rimarcato, "vuole essere un pacificatore, non solo un 'dealmaker', e sta testando se i russi siano seri o meno".
"Con tutto il rispetto per Macron, non è Trump", ha poi proseguito Rubio con un riferimento al Presidente francese rispondendo a una comanda sul lungo colloquio del 2022 di Emmanuel Macron con Putin. "Il Presidente Trump è una persona molto diversa" ed "è l'unico leader al mondo che potrebbe effettivamente convincere Putin ad accettare la pace", ha sostenuto. "Se è possibile, l'unico che può farlo è il Presidente Trump - ha proseguito - Non si tratta di avere fiducia nei russi. Si tratta di azioni. O sono seri sul fermare la guerra, e lo sapremo quando ci confronteremo con loro, lo sapremo abbastanza presto, perché se faranno richieste che sanno non poter essere accolte sapremo che non fanno sul serio. Ma dobbiamo verificarlo". "E - ha sostenuto - siamo stati molto chiari con i russi. Non c'è stato alcun negoziato, non ci siamo seduti davanti a una mappa per iniziare a tracciare linee". "Se si vuole una cooperazione più stretta con gli Usa su una serie di questioni, sia geopolitiche che economiche, questa guerra deve finire - ha insistito - Dobbiamo verificare la loro serietà".
“Dovremmo essere preparati a un possibile contributo europeo alle garanzie di sicurezza che saranno necessarie per assicurare una pace duratura in Ucraina”. Lo scrive il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, nella lettera di invito ai leader Ue per il summit del 6 marzo prossimo, cui ha invitato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come d’abitudine.
Per quanto riguarda la difesa europea, spiega Costa, "il mio obiettivo è dare seguito al nostro ritiro informale del 3 febbraio, prendendo le prime decisioni a breve termine, affinché l’Europa diventi più sovrana, più capace e meglio equipaggiata per affrontare le sfide immediate e future alla sua sicurezza".
Secondo Costa, "l'Ue e i suoi Stati membri sono pronti ad assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza dell’Europa. Inizieremo il nostro incontro alle 12.30, con il tradizionale scambio di opinioni con la presidente del Parlamento Europeo, seguito da un dibattito con il presidente Zelensky durante il pranzo. Ci focalizzeremo sulla difesa europea" e poi ci sarà una discussione "sull'Ucraina", conclude.