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Ungheria annuncia ritiro da Cpi. Netanyahu a Orban: "Decisione coraggiosa, non sarete gli unici"

Ma la Corte penale internazionale: "Budapest obbligata a collaborare". Visita di Stato del premier israeliano in Ungheria

Viktor Orbán e Benjamin Netanyahu (Afp)
Viktor Orbán e Benjamin Netanyahu (Afp)
03 aprile 2025 | 10.38
LETTURA: 2 minuti

L'Ungheria ha deciso di ritirarsi dalla Corte penale internazionale. Il premier Viktor Orban, nel corso di una conferenza stampa congiunta a Budapest con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha detto che la Cpi è diventato un tribunale politico ed è per questo che il governo ungherese ha deciso il ritiro dalla Corte penale internazionale.

Il governo di Orban ha annunciato la decisione poco dopo l'arrivo in Ungheria per una visita di Stato del premier israeliano Netanyahu, sottoposto a un mandato di arresto della Cpi.

"Sono stato il primo ministro che ha firmato il documento di adesione alla Corte penale internazionale" nel 2001, ha affermato Orban, aggiungendo però che oggi non si tratta più di un tribunale imparziale, bensì di "un tribunale politico". Per cui, ha proseguito, "uno Stato democratico di diritto" come lo è l'Ungheria "non può partecipare a questo" tribunale.

Ma "la Corte ricorda che l'Ungheria resta obbligata a collaborare con la Corte penale internazionale", ha detto ai giornalisti il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah.

Nella conferenza stampa congiunta, Netanyahu ha definito "coraggiosa" la decisione del primo ministro ungherese. "Siete i primi, ma penso non gli ultimi", ha detto Netanyahu a Orban, accusando la Cpi di essere una "organizzazione corrotta" che "minaccia la democrazia". La Cpi, ha proseguito Netanyahu, dovrebbe opporsi al terrorismo, mentre invece si è opposta a Israele.

In un post su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha ringraziato Orban e l'Ungheria per la loro "posizione morale forte e chiara al fianco di Israele e dei principi di giustizia e sovranità".

"La cosiddetta Corte penale internazionale - ha accusato Sa'ar, anche in un riferimento al mandato di arresto emesso nei mesi scorsi contro Netanyahu per crimini di guerra e contro l'umanità per il conflitto a Gaza - ha perso la sua autorità morale dopo aver calpestato i principi fondamentali del diritto internazionale nell'entusiasmo di danneggiare il diritto di Israele all'autodifesa".

La ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock ha condannato la visita del premier israeliano in Ungheria, nonostante il mandato di arresto della Cpi. "È una brutta giornata per il diritto penale internazionale", ha affermato Baerbock durante un incontro dei ministri degli Esteri della Nato a Bruxelles.

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