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Gaza: "Oltre 400 morti in raid Israele". Netanyahu: "Negoziati andranno avanti ma sotto il fuoco"

Unicef: "Uccisi 130 bambini". Centinaia i feriti. Israele: "Attacchi coordinati con Usa". Idf: ucciso premier de facto di Hamas a Gaza

Attacco a Gaza (Afp)
Attacco a Gaza (Afp)
18 marzo 2025 | 06.57
LETTURA: 7 minuti

"Andranno avanti, ma solo sotto il fuoco, i negoziati" per un accordo sulla Striscia di Gaza e per la liberazione degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un discorso alla nazione dopo la serie di attacchi aerei di Israele nella Striscia di Gaza che hanno provocato almeno 404 morti e 562 feriti, secondo quanto denuncia il ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas. ''Andremo avanti, non ci fermeremo davanti a nulla - ha detto Netanyahu - raggiungeremo gli obiettivi della nostra guerra, molti sono già stati raggiunti''. ''La pressione militare è la condizione per il rilascio degli ostaggi'', ha sottolineato, aggiungendo che ''non è finita la campagna'' militare contro Hamas e ''stiamo vincendo la guerra''.

I raid aerei di Israele nella Striscia sono ricominciati nella notte su ordine di Netanyahu, che ha disposto "la ripresa della guerra" contro Hamas con l'operazione 'Strenght and Sword' (Forza e Spada), dopo che gli sforzi per estendere il cessate il fuoco sono falliti.

Le vittime dei raid

Il direttore del ministero della Sanità della Striscia, Mohammed Zaqout, ha comunicato che la maggior parte delle vittime sono donne e bambini palestinesi.

Dall'ospedale Nasser Mohammad Qishta, medico di Medici Senza Frontiere, ha detto che "il pronto soccorso è in condizioni disastrose". "Abbiamo corpi e parti di corpi, per lo più bambini e donne. C’è molta confusione nella popolazione - ha aggiunto - Alcuni sono corsi in ospedale solo per proteggersi. Noi medici abbiamo pianto per l'intensità e la difficoltà della situazione. Ci sono alcuni casi gravi: ustioni, amputazioni, ferite alla testa, ferite al petto".

“I resoconti e le immagini che emergono dalla Striscia di Gaza in seguito agli attacchi di oggi sono più che terribili - ha dichiarato in una nota Catherine Russell, direttrice generale dell'Unicef - Secondo le notizie, centinaia di persone sono state uccise, tra cui più di 130 bambini, il che rappresenta il più alto numero di bambini morti in un solo giorno nell'ultimo anno. Alcuni degli attacchi hanno colpito rifugi di fortuna con bambini e famiglie che dormivano, ricordando ancora una volta che a Gaza nessun luogo è sicuro''.

L'Idf dice che l'esercito israeliano e lo Shin Bet continuano a colpire obiettivi terroristici di Hamas e della Jihad islamica palestinese, aggiungendo che tra gli obiettivi colpiti nelle ultime ore ci sono cellule terroristiche, basi di lancio, depositi di armi e infrastrutture militari utilizzate dalle organizzazioni terroristiche per pianificare ed eseguire attacchi contro civili israeliani e soldati delle Idf.

Idf: ucciso premier de facto di Hamas a Gaza

Le Idf hanno riferito di aver ucciso nei raid di oggi il primo ministro de facto di Hamas nella Striscia di Gaza, Issam al Daalis, e altri alti funzionari del gruppo. In precedenza Hamas aveva annunciato la morte di Daalis indicandolo come capo del comitato di monitoraggio delle attività governative, una posizione simile a quella di primo ministro. Ucciso, ha riferito Hamas, anche Ahmad al-Khatta, direttore generale del ministero della Giustizia di Hamas, Mahmoud Abu Watfa, a capo del ministero degli Interni di Gaza, responsabile della polizia e dei servizi di sicurezza interna e Bahjat Abu Sultan, capo delle forze di sicurezza interna di Hamas.

Un esponente di Hamas citato da Al-Alaby Al-Jadeed ha invece riferito che uno degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dall'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele sarebbe morto e altri sarebbero rimasti feriti nei nuovi raid israeliani.

E dopo le indiscrezioni dei media palestinesi, è arrivata la conferma della Jihad islamica che un raid aereo israeliano sul centro di Gaza ha colpito la casa del portavoce dell'ala armata del gruppo palestinese, Naji Abu Saif, meglio conosciuto come Abu Hamza, uccidendolo insieme alla moglie e diversi membri della sua famiglia.

"Azione forte contro Hamas"

L'ufficio del premier Netanyahu, che ha deciso di riunire il gabinetto di sicurezza per questa mattina, ha dichiarato che lui e il ministro della Difesa Israel Katz hanno dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di intraprendere "un'azione forte contro l'organizzazione terroristica di Hamas" nella Striscia di Gaza.

"Questo fa seguito al ripetuto rifiuto di Hamas di rilasciare i nostri ostaggi, così come al suo rifiuto di tutte le proposte ricevute dall'inviato presidenziale statunitense Steve Witkoff e dai mediatori", ha dichiarato l'ufficio di Netanyahu in un post su X. “Israele, d'ora in poi, agirà contro Hamas con una forza militare crescente”, ha aggiunto in una dichiarazione riportata dal Times of Israel, spiegando che i piani per la ripresa delle operazioni militari sono stati approvati la scorsa settimana dalla leadership politica.

Hamas ha però precisato di non aver respinto il piano proposto da Witkoff, per un accordo di cessate il fuoco e lo scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi.

La reazione di Hamas

Hamas ha affermato che Netanyahu, con la sua decisione di "riprendere la guerra", "ha condannato a morte gli ostaggi" che si trovano ancora a Gaza. "Netanyahu e il suo governo estremista hanno deciso di sabotare l'accordo di cessate il fuoco - ha affermato il movimento in una nota - La decisione di Netanyahu di riprendere la guerra è la decisione di sacrificare i prigionieri dell'occupazione e di imporre loro la condanna a morte”. Hamas ha denunciato poi che il premier israeliano continua a usare la guerra a Gaza come "una scialuppa di salvataggio" per distrarre dalla crisi politica interna.

Hamas in ogni caso "sta lavorando con i mediatori per frenare l'aggressione di Israele", ha detto una fonte del movimento. Hamas, ha sottolineato uno dei leader del gruppo, "ha accettato l'accordo di cessate il fuoco e lo ha applicato interamente, ma l'occupazione israeliana ha rinnegato i suoi impegni, riprendendo l'aggressione e la guerra". Hamas ha quindi esortato i mediatori internazionali a “ritenere l'occupazione israeliana pienamente responsabile della violazione dell'accordo” e ha sottolineato la necessità di “fermare immediatamente l'aggressione”.

Israele: "Raid coordinati con Usa"

Il portavoce del governo israeliano David Mencer ha spiegato che i raid aerei che le forze armate israeliane hanno ripreso sulla Striscia di Gaza vengono condotti "in totale coordinamento con Washington".

La Casa Bianca ha confermato che Israele ha consultato l'amministrazione americana prima di lanciare la nuova ondata di raid. "Hamas avrebbe potuto rilasciare gli ostaggi per estendere il cessate il fuoco, invece ha scelto il rifiuto e la guerra", ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, Brian Hughes, al Times of Israel, dopo la ripresa dei raid israeliani contro la Striscia di Gaza.

La portavoce del presidente americano, Karoline Leavitt, ha confermato che "l'amministrazione Trump e la Casa Bianca sono stati consultati dagli israeliani sugli attacchi a Gaza della scorsa notte". Parlando al programma 'Hannity' su Fox News, Leavitt ha ricordato: "Come il presidente Trump ha chiarito, Hamas, gli Houthi, l'Iran, tutti quelli che cercano di terrorizzare non solo Israele ma anche gli Stati Uniti pagheranno un prezzo, si scatenerà l'inferno".

Migliaia in piazza a Tel Aviv contro Netanyahu

Migliaia di persone sono scese in piazza a Tel Aviv contro la decisione di Netanyahu di rimuovere dall'incarico il capo dello Shin Bet Ronen Bar e di riprendere i combattimenti nella Striscia di Gaza. Una manifestazione guidata dal Defensive Shield Forum, un gruppo di 169 ex alti funzionari dell'esercito, della polizia, del Mossad e dello Shin Bet.

Il partito di Ben Gvir torna nel governo

In Israele intanto il partito Otzma Yehudit, la forza politica di estrema destra dell'ex ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, torna nella coalizione di governo. L'addio era stato annunciato due mesi fa in polemica per l'accordo per una tregua tra Israele e Hamas, ma stamani Ben Gvir ha subito accolto con favore il ritorno dello Stato di Israele ai "combattimenti intensi".

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