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Ucraina, annuncio di Mosca: "Colloqui Usa-Russia a fine prossima settimana"

Il viceministro degli Esteri Ryabkov: "Ci aspettiamo veri progressi". Peskov: "Non cederemo i territori. Reazione ostile di Trump verso Zelensky? Comprensibile". Il presidente ucraino: "Unità fra Usa ed Europa per pace duratura"

Vladimir Putin e Donald Trump (Afp)
Vladimir Putin e Donald Trump (Afp)
23 febbraio 2025 | 13.20
LETTURA: 3 minuti

Colloqui tra Russia e Stati Uniti alla fine della prossima settimana sui nodi irrisolti delle relazioni bilaterali. Lo ha detto all'agenzia di stampa Tass il vice ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergei Ryabkov. "Siamo aperti ai contatti con la parte americana, in particolare, sui nodi irrisolti nelle relazioni bilaterali - ha spiegato - Ci aspettiamo veri progressi nell'incontro che è stato programmato per la fine della prossima settimana".

Il nuovo incontro annunciato da Mosca fra Russia e Stati Uniti fa seguito a quello avvenuto a Riad il 18 febbraio e che era stato preceduto dalla conversazione telefonica tra Vladimir Putin e Donald Trump. Il nuovo vertice - ha precisato il vice ministro Ryabkov, si svolgerà "a livello dei capi dipartimento dei ministeri degli Esteri dei due Paesi".

Il Cremlino: "Nessuna concessione a Kiev sui territori occupati"

Intanto il Cremlino avverte: la Russia “non venderà mai” i territori ucraini che occupa, circa il 20% del territorio ucraino, in un momento in cui russi e americani hanno avviato discussioni bilaterali per porre fine al conflitto. "La cosa più importante per noi è che le persone in questi territori abbiano deciso da tempo di unirsi alla Russia e nessuno li venderà mai", ha dichiarato alla televisione statale il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, intendendo che Mosca non intende fare alcuna concessione su queste conquiste militari.

Quanto a Vladimir Putin e Donald Trump, "il dialogo tra due presidenti davvero straordinari è promettente. È importante che nulla ostacoli l'attuazione della loro volontà politica", ha sottolineato, parlando della fermezza degli Stati Uniti nei confronti di Kiev e delle dichiarazioni ostili di Trump nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, descritto mercoledì scorso come un "dittatore".

Reazione ostile che il Cremlino giudica "del tutto comprensibile". "Zelensky fa affermazioni errate sui Capi di Stato, lo ha fatto più volte", ha accusato il portavoce della presidenza russa. "Nessun presidente tollererebbe questo tipo di trattamento. Questa reazione è quindi del tutto comprensibile", ha detto. Zelensky aveva affermato che il presidente americano vive in uno "spazio di disinformazione" russo dopo che Trump aveva accusato l’Ucraina di essere responsabile del conflitto innescato da Mosca il 24 febbraio 2022.

Oggi, durante una cerimonia organizzata al Cremlino in occasione della Giornata dei Difensori della Patria, Putin si è rivolto così ai soldati che hanno combattuto in Ucraina: "Il destino ha voluto così, Dio ha voluto così, se così posso dire. Una missione tanto difficile quanto onorevole - difendere la Russia - è stata posta sulle nostre e vostre spalle unite".

Zelensky: "Unità fra Usa ed Europa per pace duratura"

Zelensky da parte sua ha invocato l'unità degli Stati Uniti e dell'Europa per giungere a una "pace duratura", alla vigilia del terzo anniversario dell'invasione russa e sulla scia della svolta favorevole a Mosca presa da Trump.

"Dobbiamo fare del nostro meglio per una pace duratura e giusta per l'Ucraina. Ciò è possibile con l'unità di tutti i partner: ci vuole la forza di tutta l'Europa, la forza dell'America, la forza di tutti coloro che vogliono una pace duratura", ha scritto Zelensky su Telegram.

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