
Domani seconda giornata di votazioni per i 133 cardinali chiamati a eleggere il 267esimo Pontefice della storia della Chiesa cattolica. Oggi alla messa 'pro eligendo Papa' la preghiera del Cardinale Re: "'Somme chiavi' in mani giuste"
Fumata nera dal comignolo della Cappella Sistina, dopo il primo scrutinio del Conclave che ha preso il via oggi, mercoledì 7 maggio, per l'elezione del 267esimo Papa della storia della Chiesa cattolica, dopo la morte di Francesco, avvenuta il 21 aprile scorso. In Piazza San Pietro 45mila fedeli hanno atteso, secondo una stima del Vaticano, l'esito della prima votazione dei cardinali.
Con l'"Extra Omnes" pronunciato dal Maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, è iniziata nel pomeriggio la prima riunione dei 133 cardinali elettori chiamati a scegliere il prossimo Pontefice.
Il Conclave si è aperto di fatto alle 16.30 con l'ingresso dei cardinali nella Cappella Sistina, ma i riti per l'elezione del nuovo Papa sono iniziati alle 10 con la messa 'pro eligendo Papa' aperta a tutti, nella Basilica di San Pietro, presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re, che non è entrato in Conclave per l'elezione del nuovo Papa.
"Un po' ci abbiamo sperato ma ero sicura fosse nera, nonostante la lunga attesa che ci ha fatto sperare. Torneremo comunque domani". È delusa, Greta Pappalardo di Caltagirone, in Sicilia, che è in vacanza con la famiglia a Roma. "Torneremo comunque domani - spiega - e speriamo che venga eletto Zuppi Papa". "Ci avevo creduto - racconta Estrella, spagnola di Cadiz -, soprattutto, dopo tutta questa attesa. Peccato non aver assistito alla fumata bianca. Spero di sì, ma non so se domani riusciremo a tornare. È stato comunque un giorno incredibile". Infine Andres, americano di Chicago, spera "in un Papa asiatico, magari filippino… Magari Tagle. Peccato non sia stato eletto già oggi!".
I 133 cardinali hanno prestato giuramento sul Vangelo con la formula in latino: 'Et ego cardinalis... spondeo, voveo ac iuro sic me Deus adiuvet ed haec sancta Dei evangelia quae manu mea tango' (E io card... prometto, mi obbligo, e giuro. Così Dio mi aiuti e questi santi Evangeli che tocco con la mia mano'.
"Tra i compiti di ogni successore di Pietro vi è quello di far crescere la comunione... Non una comunione autoreferenziale, ma tutta tesa alla comunione fra le persone, i popoli e le culture, avendo a cuore che la Chiesa sia sempre 'casa e scuola di comunione'", ha ammonito il cardinale decano Giovanni Battista Re nella messa 'pro eligendo Papa' nella basilica di San Pietro, a cui hanno partecipato oltre 5mila fedeli.
"È inoltre forte il richiamo a mantenere l'unità della Chiesa nel solco tracciato da Cristo agli Apostoli. L'unità della Chiesa - ha osservato il porporato - è voluta da Cristo; un'unità che non significa uniformità, ma salda e profonda comunione nelle diversità, purché si rimanga nella piena fedeltà al Vangelo. Ogni Papa continua a incarnare Pietro e la sua missione e così rappresenta Cristo in terra; egli è la roccia su cui è edificata la Chiesa".
"L'elezione del nuovo Papa non è un semplice avvicendarsi di persone, ma è sempre l'Apostolo Pietro che ritorna", ha quindi ricordato aggiungendo: "I cardinali elettori esprimeranno il loro voto nella Cappella Sistina, dove - come dice la Costituzione Apostolica Universi dominici gregis - 'tutto concorre ad alimentare la consapevolezza della presenza di Dio, al cui cospetto ciascuno dovrà presentarsi un giorno per essere giudicato'. Nel Trittico Romano Papa Giovanni Paolo II auspicava che, nelle ore della grande decisione mediante il voto, l'incombente immagine michelangiolesca di Gesù Giudice ricordasse a ciascuno la grandezza della responsabilità di porre le 'somme chiavi' nelle mani giuste".
"Preghiamo perché lo Spirito Santo, che negli ultimi cento anni ci ha donato una serie di Pontefici veramente santi e grandi, ci regali un nuovo Papa secondo il cuore di Dio per il bene della Chiesa e dell’umanità. Preghiamo perché Dio conceda alla Chiesa il Papa che meglio sappia risvegliare le coscienze di tutti e le energie morali e spirituali nella società odierna, caratterizzata da grande progresso tecnologico, ma che tende a dimenticare Dio", è stata l'invocazione.
La prima fumata era prevista oggi attorno alle 19 ma è slittata alla fine di quasi due ore. Nei giorni successivi, salvo elezione del nuovo Papa, ci saranno due fumate al giorno: una a metà mattina (verso le 12) e una nel tardo pomeriggio (indicativamente le 17.30). Se si raggiunge la maggioranza dei due terzi, la fumata sarà bianca e il mondo saprà che il 267esimo Papa è stato eletto. All’interno della Sistina, una stufa brucia le schede dopo ogni scrutinio. Dal 2005, per evitare confusioni, il fumo nero (niente elezione) è prodotto mescolando le schede bruciate a cartucce chimiche a base di perclorato di potassio, antracene e zolfo. Il bianco (eletto il Papa) si deve all’aggiunta di lattosio e clorato di potassio.
Da oggi "tutti gli impianti di trasmissione del segnale di telecomunicazione per cellulare radiomobile presenti nel territorio dello Stato della Città del Vaticano sono stati disattivati", ha comunicato l'ufficio di presidenza del Governatorato. "Il ripristino del segnale sarà effettuato all'annuncio dell'avvenuta elezione del Sommo Pontefice". Una misura volta a scongiurare fughe di notizie.
Guardando all'elezione degli ultimi Pontefice, la convergenza sulla persona da eleggere si è trovata in due-tre giorni. Nel dettaglio, per l'elezione di Paolo VI - nel 1963 - sono occorsi tre giorni: dal 19 al 21 giugno e quattro fumate. La scelta di Giovanni Paolo I è arrivata dopo due giorni il 26 agosto del 1978 (quarto scrutinio, seconda fumata). Giovanni Paolo II è stato eletto in tre giorni il 16 ottobre 1978 alla quarta fumata. L'elezione di Benedetto XVI è avvenuta nel secondo giorno di conclave, il 19 aprile 2995 al quarto scrutinio. Per papa Francesco, i cardinali si ritrovarono in conclave il 12 marzo 2013. Il suo nome uscì il 13 marzo, al quinto scrutinio.
Da ieri i cardinali elettori hanno potuto prendere possesso della loro stanza a Casa S. Marta assegnata attraverso il sorteggio. Poiché le stanze della residenza dove ha vissuto Papa Francesco per dodici anni - la sua stanza, la 201 resterà sigillata - non bastano per tutti i cardinali e per gli officiali e gli addetti a vario titolo che gravitano attorno alla macchina organizzativa del conclave, alcuni di loro risiedono nell’edificio adiacente di S. Marta vecchia.
Da oggi, e ogni volta che faranno ritorno a Santa Marta per i pasti e il riposo, i 133 cardinali si potranno spostare a piedi da Santa Marta alla Sistina, percorrendo via delle Fondamenta o saranno accompagnate su un apposito bus e percorreranno ogni volta un tragitto di un chilometro.