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Appello Uap: "Verificare qualità test diagnostici eseguiti nelle farmacie"

Dopo l'inchiesta di Milena Gabanelli. "L'assenza di rigorosi controlli e la mancanza di standard paragonabili a quelli dei laboratori accreditati pongono un serio problema"

LABORATORIO DI  (, MILANO - 2003-09-27) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate - FOTOGRAMMA
LABORATORIO DI (, MILANO - 2003-09-27) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate - FOTOGRAMMA
27 febbraio 2025 | 12.46
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"Chiediamo alle istituzioni competenti di avviare un'urgente verifica sulla qualità e l'attendibilità dei test diagnostici eseguiti nelle farmacie, affinché ogni prestazione offerta ai cittadini sia all'altezza degli standard richiesti per garantire diagnosi affidabili e decisioni cliniche appropriate". E' la richiesta alle istituzioni della Uap, Unione nazionale ambulatori, poliambulatori enti e ospedalità privata, in una nota che esprime "piena condivisione dei contenuti dell'articolo del 24 febbraio sul 'Corriere della Sera' di Milena Gabanelli sugli esami in farmacia, in cui ha sollevato un tema di primaria importanza per la tutela della salute pubblica: l'affidabilità degli esami diagnostici eseguiti nelle farmacie italiane mediante dispositivi 'Point of Care Test' (Poct). I dati riportati, basati su misurazioni oggettive e verificabili, evidenziano scostamenti significativi tra i risultati ottenuti in farmacia e quelli rilevati nei laboratori certificati", sottolinea la Uap.

"Di fronte a questi dati, la reazione di Federfarma appare più volta a difendere interessi di categoria che a rispondere nel merito alle criticità sollevate. Si rileva, infatti, un tentativo di minimizzare le evidenze scientifiche - rimarca la Uap - a favore di un generico richiamo al ruolo delle farmacie nella sanità territoriale, ruolo che nessuno mette in discussione, purché svolto con la dovuta attenzione alla sicurezza e all'affidabilità diagnostica. E infatti, non è legittimo né opportuno il tentativo di estendere le prestazioni diagnostiche delle farmacie, senza il rispetto delle stringenti disposizioni del d.lgs 502 del 1992 e successive modifiche, recante i criteri per l'autorizzazione e l'accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private, incluse quelle diagnostiche".

"La salute dei cittadini - ammonisce la Uap - non può essere subordinata a esigenze commerciali o di ampliamento dell'offerta di servizi senza adeguate garanzie di qualità e precisione. L'assenza di rigorosi controlli e la mancanza di standard di qualità paragonabili a quelli dei laboratori accreditati pongono un serio problema di appropriatezza e di tutela per i pazienti. Riteniamo, pertanto - conclude l'associazione - che la questione sollevata da Milena Gabanelli meriti un dibattito serio e approfondito, basato su dati e analisi scientifiche e non su rivendicazioni di categoria. La sicurezza diagnostica non può essere materia di compromesso: è un diritto imprescindibile per tutti i cittadini e un dovere per chiunque operi nel settore della salute".

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