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'Mi piacerebbe guidare le danze dinanzi alle finestre del Pontefice all'ospedale Gemelli, dove è ricoverato. Un modo per far sentire il nostro amore e il nostro sostegno - confessa la grande danzatrice- Mi sono esibita anni fa in Vaticano con Miguel Angel Zotto. Papa Bergoglio mi sussurrò, 'quanto mi piacerebbe ballare con te'. Non fu possibile. Mi concesse, però, la possibilità di un abbraccio tanghero"
"Invito tutti i tangheri del mondo a scendere in pista all'ospedale Gemelli di Roma per ballare dinanzi alle finestre della stanza che ospita il Papa, per fargli sentire tutto il nostro affetto, la nostra riconoscenza, il nostro amore, soprattutto il nostro sostegno. Sarò io a guidare le danze". E' l'appello lanciato all'Adnkronos da Daiana Guspero, una della maggiori rappresentanti del tango argentino, da anni accanto a Miguel Angel Zotto, anima e interprete della compagnia 'Tango por 2'.
"Ho incontrato il Santo Padre in Vaticano alcuni anni fa, ho danzato per lui con Miguel Angel Zotto - continua Daiana Guspero - Un'esperienza che porto sempre nel cuore, un'emozione fortissima, è stata l'unica volta, forse, in cui mi sono sentita molto, molto nervosa. Sapevo che Papa Bergoglio amava il tango, mi hanno raccontato che ascoltando alla radio la musica del tango accennava ad alcuni passi di danza, da solo. Non ho mai avuto il coraggio di chiederglielo... Mi sarebbe piaciuto".
E confessa Daiana Guspero: "dopo la rappresentazione in Vaticano mi sono avvicina al santo Padre e gli ho sussurrato, 'quanto mi piacerebbe abbracciarla'. Papa Bergoglio mi rispose: 'E quanto mi piacerebbe ballare un te'. Non fu possibile. Mi concesse, però, la possibilità di un abbraccio tanghero. Non un semplice abbraccio - continua - Nel 'baile' argentino ci sono regole precise. La mano destra della donna e la mano sinistra dell'uomo formano una V, mentre la mano sinistra della donna si posiziona sopra la spalla dell'uomo. E' quello che ho fatto con il santo Padre".
"Mi hanno detto successivamente all'esibizione che il Papa era felicissimo - prosegue Daiana Guspero - Avevamo portato un po' della nostra cultura in Vaticano, dopo quasi un secolo. L'ultima volta fu con il grande Casimiro all'inizio del '900. Il tango è un ballo di 'comunicazione', lo ha detto anche il Papa. 'E' un 'baile' dove si guida e si è guidati, in cui ci si prende cura dell'altro...'. E' una danza - sottolinea ancora Daiana Guspero- in cui c'è un contatto profondo con l'altra persona, ci si avvicina, non è importante la religione, la cultura, il Paese da cui si proviene. E si dialoga sempre con il proprio corpo".
E conclude ricordando che 'ogni sera c'è sempre tra le mie preghiere un pensiero rivolto il Papa. Non nascondo che in queste ore siamo tutti molto, molto preoccupati. Rinnovo l'invito ad una grande 'baile' a Roma affinché papa Bergoglio possa continuare a sentirsi stretto in un grande abbraccio tanghero".