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Gaza, liberi i tre ostaggi israeliani: lo 'show' di Hamas prima del rilascio

L'orrore delle famiglie degli ostaggi: "Immagini rilascio ricordano l'Olocausto". Liberati 183 palestinesi. Hamas: "Israele mette a rischio accordo tregua"

Gaza, i tre ostaggi israeliani rilasciati oggi sul palco di Hamas prima della liberazione  - Afp
Gaza, i tre ostaggi israeliani rilasciati oggi sul palco di Hamas prima della liberazione - Afp
08 febbraio 2025 | 07.45
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Sono stati rilasciati oggi altri tre ostaggi israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre 2023. Or Levy, Eli Sharabi e Ohad Ben Ami sono liberi dopo essere stati fatti salire sul palco per l'ormai consueto 'show' allestito dall'organizzazione sciita. Il rilascio dei tre civili è avvenuto per la prima volta a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, con il passaggio dei rapiti dalle mani dei rapitori a quelle della Croce Rossa.

I tre sono stati quindi consegnati dalla Croce Rossa alle forze militari israeliane all'interno di Gaza, rende noto l'Idf. Scortati fuori dalla Striscia dalle truppe israeliane fino a una base militare vicino a Re'im, gli ostaggi liberati sono arrivati in Israele. I tre si sono poi ricongiunti con le loro famiglie e quindi saranno trasferiti in ospedale per accertamenti.

Lo 'show' di Hamas, prigionieri sul palco dimagriti e con tute da carcerati

Sul palco allestito da Hamas per il rilascio presente uno striscione raffigurante un pugno con una bandiera palestinese e le parole "vittoria totale" scritte in ebraico, sopra a un'immagine di Netanyahu. Le parole citate sono proprio quelle di Netanyahu che ha giurato che la guerra non finirà finché Israele non otterrà la "vittoria totale" di Hamas.

Ohad Ben Ami, 56 anni, è il primo ostaggio israeliano che Hamas ha fatto uscire dal veicolo e che ha fatto salire sul palco a Deir al-Balah. Dopo di lui è stata la volta di Eli Sharabi, 52 anni, e Or Levy, 34 anni. I tre sono apparsi molto dimagriti e pallidi. Levy indossava abiti verde oliva che ricordano l'uniforme delle Idf, fa notare il Times of Israel. Ben Ami e Sharabi indossavano abiti marroni con i loro nomi stampati sopra, come quelli dei carcerati.

Sostenuti da miliziani di Hamas in mimetica e con il volto coperto, i tre sono stati registrati mentre pronunciavano discorsi rispondendo a domande. "Dico alle famiglie dei prigionieri di uscire e protestare", ha detto Ben Ami. "Chiedo al governo israeliano di procedere con il secondo e il terzo accordo in modo che tutti i prigionieri possano tornare a casa. Chiedo alle famiglie di essere forti", ha aggiunto.

"Sono molto arrabbiato con il governo israeliano. Spero davvero che l'accordo continui fino alla seconda e terza fase. Sono molto felice di tornare dalla mia famiglia e dai miei amici oggi, e spero davvero di vederli presto. Voglio che i miei amici che sono rimasti qui tornino presto'', ha affermato Sharabi.

L'orrore delle famiglie degli ostaggi: "Immagini ricordano Olocausto". Ira Netanyahu

"Le immagini inquietanti del rilascio di Ohad, Eli, e Or sono una cruda e dolorosa prova che non lascia spazio al dubbio, non c'è tempo da perdere per gli ostaggi. Dobbiamo farli uscire tutti, fino all'ultimo ostaggio. Subito!", quanto si legge in una dichiarazione del Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi, diffusa dopo che si è concluso il rilascio.

Immagini che "ricordano l'Olocausto", ha dichiarato l'October Council, che rappresenta le famiglie direttamente coinvolte nell'assalto di Hamas del 7 ottobre del 2023. Le immagini da Gaza dei tre ostaggi rilasciati "riecheggiano le fotografie dei sopravvissuti all'Olocausto e servono come ulteriore promemoria del peggior fallimento nella storia dello Stato e della necessità di indagare a fondo".

"Anche le famiglie di Eli, Or e Ohad hanno bisogno di risposte", afferma ancora il gruppo in una nota. "Come è possibile che i cittadini siano stati rapiti da Israele e condotti nella Striscia di Gaza? Perché ci sono voluti quasi 500 giorni per riportarli indietro? E come è possibile che, ancora oggi, ostaggi viventi siano tenuti in condizioni disumane nei tunnel?", si legge. Il gruppo ha ribadito la sua richiesta di una commissione d'inchiesta statale, a cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si oppone.

Le autorità israeliane "risponderanno alle scene orribili" a cui si è assistito oggi nella Striscia, ha dichiarato intanto Netanyahu in una nota rilasciata dal suo ufficio. "Il governo di Israele abbraccia i tre rimpatriati", si legge nella nota del premier, che si trova negli Stati Uniti. "Le immagini scioccanti che abbiamo visto oggi non resteranno senza riposta", prosegue la nota. "Il governo, insieme ai funzionari della sicurezza, sosterrà loro e le loro famiglie. Israele si impegna a riportare indietro tutti gli ostaggi e i dispersi", conclude.

"Ecco come appaiono i crimini contro l'umanità! Il mondo intero deve guardare direttamente a Ohad, Or, e Eli che ritornano da 491 giorni di prigionia, sofferenti, emaciati e feriti, che vengono sfruttati in uno spettacolo cinico e crudeli da maledetti assassini", le parole del presidente israeliano Isaac Herzog, aggiungendo che in ogni caso "ci dà conforto il fatto che sono stati restituiti vivi nelle braccia dei loro cari".

Hamas: "Israele mette a rischio accordo tregua"

Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas "è a rischio". E' quanto sostiene in dichiarazioni all'agenzia Afp Bassem Naim dell'ufficio politico di Hamas. L'accusa a Israele è di "procrastinare" l'attuazione della prima fase dell'accordo di cessate il fuoco, della durata di sei settimane a partire dal 19 gennaio. Secondo Naim, mentre non ci sono dettagli sul proseguimento dei colloqui sulla seconda fase dell'intesa, la situazione mette "a rischio" l'accordo e "potrebbe portare al suo collasso". Hamas, ha aggiunto, "non vuole riprendere la guerra" contro Israele. "Riprendere la guerra non è assolutamente un nostro desiderio", ha detto.

Nelle dichiarazioni all'Afp Naim ha affermato che Hamas "è sempre pronto" a unirsi al tavolo dei negoziati sulla seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco con Israele.

Poi un appello ai Paesi arabi. "Chiediamo a tutti i Paesi arabi, sia quelli che stanno normalizzando (le relazioni con Israele) che quelli che stanno valutando la normalizzazione, di fare un passo indietro", ha detto Naim.

Liberi 183 palestinesi, 7 ricoverati in ospedale

E' arrivato intanto a Ramallah il pullman con i prigionieri palestinesi che oggi hanno lasciato il carcere israeliano di Ofer, nel nuovo scambio nell'ambito dell'accordo tra Israele e Hamas. Secondo quanto riferisce al Jazeera, i palestinesi rilasciati, i primi dei 183 che vengono scarcerati oggi, sono scesi dal pullman accolti dalle forze di sicurezza palestinesi e dalla folla che festeggiava.

Sette detenuti palestinesi sono intanto stati ricoverati in ospedale a Ramallah, in Cisgiordania. Lo rende noto la Mezzaluna Rossa Palestinese. "Tutti i prigionieri rilasciati oggi hanno bisogno di cure mediche, trattamenti ed esami a causa della brutalità a cui sono stati sottoposti negli ultimi mesi. Sette sono stati trasferiti in ospedale", ha detto Abdullah al-Zaghari, il capo dell'organizzazione, all'Afp.

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