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Reso acquisti online, cosa c'è da sapere: occhio alle truffe

Ormai siamo abituati ad acquistare qualsiasi cosa online e possiamo stare tranquilli perché abbiamo diritto di fare il reso entro 14 giorni

Consegna di un pacco - ()
Consegna di un pacco - (123Rf)
20 febbraio 2025 | 15.31
LETTURA: 2 minuti

Abbiamo acquistato un oggetto online, ma non è quello che ci aspettavamo o non ci soddisfa, così abbiamo deciso di restituirlo. Sembra semplice, eppure qualcosa potrebbe andare storto: il pacco arriva vuoto a destinazione, soprattutto se all’interno ci sono cellulari o prodotti tecnologici. E' la truffa del reso. A dirlo l'Unione nazionale consumatori che fa luce su questo fenomeno.

Diritto di recesso per acquisto online

Ormai siamo abituati ad acquistare qualsiasi cosa online e possiamo stare tranquilli perché abbiamo diritto di fare il reso entro 14 giorni. Per beneficiare del diritto di recesso devono esserci due condizioni. 1) L’acquisto deve essere di consumo, cioè effettuato da un consumatore che compra da un venditore professionale. Sono esclusi i contratti tra privati o quelli tra imprese. 2) L’acquisto deve essere fatto online (o comunque a distanza: ad esempio per telefono, televendita o sulla pubblica via).

La truffa del pacco vuoto

Una truffa, ormai molto comune, riguarda proprio i pacchi mandati indietro da chi esercita il diritto di recesso. Funziona così: il consumatore rispedisce il suo acquisto al venditore (privato o un market-place), ma la spedizione non va a buon fine. Qualcosa va storto durante il processo e il pacco arriva a destinazione vuoto. Per il consumatore è difficile dimostrare di avere spedito realmente l’oggetto e non si vedrà restituito il suo denaro.

Difficile stabilire con certezza in che momento si è consumata la truffa, perché il colpevole potrebbe essere uno qualunque tra i soggetti coinvolti nella spedizione, oppure addirittura qualcuno di estraneo che riesce ad intercettare il pacco. Chi spedisce potrebbe provare a truffare il venditore spedendo un reso senza il prodotto, chi trasporta potrebbe sottrarre il contenuto del pacco durante il tragitto dall’utente al venditore, oppure il pacco potrebbe essere stato aperto in magazzino.

Come scongiurare la truffa del reso

L'Unione nazionale consumatori suggerisce tre consigli per mettersi al riparo dai tentativi di frode. 1) In caso di reso di dispositivi elettronici è sempre bene annotare il numero di serie. Si tratta del codice identificativo ed è indicato sulla scatola del prodotto. Attraverso questo codice sarà possibile, nell’ipotesi in cui il nostro reso non arrivi a destinazione, bloccare il dispositivo sporgendo denuncia all’autorità. In questo modo chiunque rubi quell’oggetto non potrà comunque utilizzarlo. La denuncia potrà essere poi allegata alla richiesta di rimborso per dimostrare la propria buona fede

2) Per imballare il pacco che si vuole restituire il consiglio è quello di utilizzare scatole integre e non rovinate, di sigillarle utilizzando uno scotch antieffrazione e fotografarle mentre sono su una bilancia. 3) Un’assicurazione sulla spedizione potrebbe essere la soluzione migliore per evitare scocciature, specialmente nel caso oggetti di alto valore. In caso di furto si potrà infatti richiedere un rimborso pressoché totale. I costi della spedizione certo aumentano, ma per un maggiore sicurezza questa è un’ipotesi da tenere in considerazione.

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